La città metropolitana di Milano si trova di fronte a un quadro occupazionale complesso, caratterizzato da segnali contrastanti. Secondo i dati presentati oggi dal Dipartimento Mercato del lavoro della CGIL Milano, presentati questa mattina nella sede di Archivio del Lavoro, nel 2024 si è registrato un calo delle posizioni lavorative complessive, con una contrazione più marcata nella seconda metà dell’anno.
Trend occupazionali: calo delle posizioni lavorative e aumento del tempo indeterminato
La dinamica mensile evidenzia nel 2024 una riduzione delle forme contrattuali più precarie, come l’apprendistato e il lavoro a termine, mentre il tempo indeterminato è cresciuto, seppur a un ritmo rallentato. Di particolare preoccupazione è il forte calo della somministrazione, un indicatore spesso legato a una maggiore instabilità del mercato del lavoro.
Lavoratori in crisi: un fenomeno in espansione
Il confronto tra settembre 2024 e febbraio 2025 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente mostra un aumento dei lavoratori in situazione di crisi, sia in termini di cassa integrazione che di licenziamenti collettivi. A destare maggiore allarme è la crescita delle cosiddette “crisi potenziali”, ovvero situazioni non ancora formalizzate ma percepite come critiche attraverso il dibattito pubblico, le segnalazioni della stampa e l’intervento delle amministrazioni locali.
Industria e commercio: l’incertezza rallenta la crescita
Nonostante Milano confermi la propria vocazione manifatturiera, l’andamento degli ordini interni ed esteri risente delle incertezze del panorama internazionale. La produzione industriale e il fatturato registrano un rallentamento, in linea con la cautela degli investitori e il calo della domanda globale.
Export USA: dopo anni di crescita, un lieve arretramento
Il volume delle esportazioni milanesi verso gli Stati Uniti, dopo aver raggiunto il picco dell’11,2% sul totale esportato nel 2023, segna un lieve calo nel 2024, attestandosi al 10,6%. Pur mantenendo un ruolo chiave negli scambi internazionali, il mercato americano risente delle fluttuazioni economiche globali e delle politiche commerciali in evoluzione.
I dati presentati delineano un mercato del lavoro in trasformazione, con segnali di criticità.
Luca Stanzione, segretario generale CGIL Milano: “Da soli, denunciamo l’arrivo di una crisi senza precedenti. Bisogna attrezzarsi sapendo che tutti gli strumenti che sono stati usati nel 2008 e nel 2020, gli ammortizzatori sociali, non vengono più usati dal sistema delle imprese. I dati rappresentano una possibile valanga. Il ruolo sindacale è la contrattazione ma prima ancora bisogna convincere il sistema produttivo, come un grillo parlante all’interno di un racconto mainstream che parla molto di crescita, ma è una crescita che svalorizza lavoratrici e lavoratori”.
“Il calo dei brevetti, la crisi potenziale della manifattura – prosegue Stanzione – ci dicono che stiamo diventando una piattaforma di investimento senza un capitalismo che fa della trasformazione la cifra della produzione. Sembra esserci solo un ecosistema che garantisce alle imprese di fare profitti e poi andarsene. Le istituzioni devono fare fronte comune insieme alle organizzazioni sindacali”.
“Da una parte c’è l’innovazione tecnologica, dall’altra l’intelligenza artificiale. Il nostro sistema produttivo è poco produttivo perché investe poco nell’innovazione tecnologica. Il nostro paese è particolarmente in ritardo, ma possiamo metterci in sintonia attraverso la contrattazione nazionale e integrativa. Sul versante dell’intelligenza artificiale: è pervasiva, fruibile da tutti, gratuita, pur di implementare i dati a disposizione. Di fronte a questo fenomeno è necessaria una coscienza critica”.
Conclude Stanzione: “Vanno aumentati i salari. Ma non basta: coniugare la qualità della vita. I referendum sul lavoro promossi dalla Cgil vogliono cambiare l’attuale normativa migliorare le condizioni di lavoro e di vita delle persone”.